La storia di Giovanni Michelotti inizia nel 1936 quando Giovanni entra a progettare automobili presso gli Stabilimenti Farina di Corso Tortona a Torino. Allora aveva quindici anni di età.

Fino al 1980, data della sua scomparsa, ha firmato oltre 1200 progetti di vetture prodotte in almeno un esemplare: unico al mondo. E' padre delle prime Ferrari degli anni '50, delle Triumph, delle BMW, dell'Alpine Renault A110... Nel 1954 al Salone Internazionale dell'Automobile di Torino erano esposte 40 vetture novità mondiali disegnate da lui. Portò l'Italian Style in Giappone. Nei primi anni '50 gli fu offerta la direzione del Centro Stile General Motors a Detroit con contratto firmato in bianco- lui avrebbe dovuto solo indicare la cifra del suo compenso- : rifiutò per mantenere la sua libertà. Nel 1977 volle intitolare un articolo pubblicato su "Quattroruote" sulla sua carriera "Una matita libera".

"Il cammello é un cavallo progettato dal designer dopo una riunione di direttori" amava dire per sottolineare le sue idee e i valori in cui credeva. I giorni e le notti trascorse in Studio a lavorare erano dure ma divertenti: le sagome in legno usate per tracciare le linee dei progetti avevano nomi di donna per distinguerle fra loro...eccetto una (forse la più usata da lui e dai suoi collaboratori) che portava il nome di Zazà. Le domeniche di lavoro non si contavano più ma ogni tanto, alle due del pomeriggio, si "tagliava" tutti insieme per andare allo stadio a vedere il Toro...poi (contenti o delusi) si tornava in carrozzeria per finire il montaggio del prototipo fino all'indomani. Tutto questo con una semplicità ed entusiasmo immensi. La consegna del prototipo provocava commozione e pianto di gioia da parte di tutti coloro che avevano costruito la vettura: come l'addio ad un figlio concepito e partorito insieme. Alla fine si faceve festa con un pranzo, allegramente. Ricordi sempre presenti, soddisfazioni indescrivibili.

Chi scrive questo ricordo é suo figlio Edgardo, che ha condiviso con lui gli ultimi dieci anni di entusiasmante lavoro e gli é stato vicino sempre e che trae ancor oggi insegnamento dall'esempio avuto da un padre esemplare.

Quanta voglia di continuare a scrivere ...chissà...

 

Edgardo Michelotti

 



H O M E